Nel territorio di Cassano Irpino, ai margini dei Monti Picentini, la sorgente Pollentina è uno dei punti più significativi in cui il sistema idrico dell’Irpinia emerge in superficie.
Qui l’acqua affiora attraverso una polla, cioè una risalita naturale della falda sotterranea: un fenomeno tipico dei territori carsici, dove l’acqua si infiltra in profondità e riemerge a valle dopo un lungo percorso tra le rocce calcaree. Le acque provengono dalla Piana del Dragone, dove acqua piovana, neve e sorgenti convogliano nella famosa Bocca del Dragone di Volturara Irpina. E scompaiono nel sottosuolo per 8 giorni, fino a rifiorire proprio a Cassano Irpino.
La Pollentina non è solo una sorgente: è uno dei punti di restituzione di un sistema idrogeologico tra i più importanti del Mezzogiorno.

Numeri e dimensioni di un sistema reale
Le sorgenti di Cassano Irpino, di cui la Pollentina fa parte insieme a Peschiera, Acqua del prete e Bagno della regina, raggiungono complessivamente portate che possono superare i 3.000–4.000 litri al secondo nei periodi di massima disponibilità. La sola Pollentina contribuisce in modo significativo a questo sistema, con una portata variabile ma costante nel tempo, legata all’accumulo idrico dei Picentini. Questi numeri aiutano a capire come si tratti di una delle principali riserve idriche dell’Italia meridionale.

Dentro l’impianto: come si presenta la Pollentina
A differenza di molte sorgenti visibili in ambiente aperto, la Pollentina è in parte incanalata e strutturata. L’acqua emerge all’interno di una vasca di captazione coperta, una struttura realizzata per proteggere la qualità della risorsa e regolarne la raccolta. All’interno si osserva il fenomeno più caratteristico: l’acqua che ribolle dal fondo, creando movimenti continui e piccoli vortici.
Non è un effetto scenografico, ma la manifestazione diretta della pressione della falda. Da qui l’acqua viene raccolta, filtrata naturalmente (già nel sottosuolo), convogliata in condotte. La gestione è affidata a sistemi di controllo che monitorano portata, qualità e continuità, elementi essenziali per l’immissione nella rete.

Cassano e Caposele: due facce della stessa acqua
Per capire davvero la Pollentina, è utile metterla in relazione con Caposele, dove si trovano le sorgenti del Sele e lo storico acquedotto.
Le differenze sono nette: Caposele rappresenta la “nascita visibile” di un grande fiume e il punto simbolico dell’Acquedotto Pugliese, una delle opere idrauliche più importanti d’Europa, avviata all’inizio del Novecento; Cassano Irpino, invece, è un sistema di sorgenti diffuse, meno monumentale ma altrettanto strategico, che alimenta reti idriche moderne sviluppate soprattutto nella seconda metà del Novecento.
Ma le affinità sono ancora più interessanti: entrambe attingono allo stesso grande serbatoio naturale dei Monti Picentini, entrambe sono punti di raccolta e redistribuzione dell’acqua, entrambe trasformano un fenomeno naturale in infrastruttura territoriale.
In questo senso, Cassano e Caposele non sono alternative: sono due nodi dello stesso sistema, due modi diversi in cui l’acqua irpina diventa utile, addirittura vitale per gran parte del Sud Italia.

Un paesaggio costruito dall’acqua
Il contesto della Pollentina è quello tipico dei Picentini: un ambiente segnato dalla presenza costante dell’acqua. La combinazione tra rocce permeabili, abbondanti precipitazioni e accumulo sotterraneo genera un paesaggio fatto di sorgenti diffuse, valloni umidi, vegetazione fitta e temperature più stabili.
È questo che rende unica quest’area: non la singola sorgente, ma la continuità del fenomeno. Una parte consistente dell’acqua captata a Cassano Irpino viene immessa in reti che servono molte zone della Campania e della Basilicata, nonché l’intero territorio pugliese.
L’unicità della sorgente Pollentina, che la rende unica nel suo genere tuttavia, è legata al fatto che si tratta al contempo di un luogo visitabile, di un elemento paesaggistico e di un’infrastruttura strategica. Per cui la gestione deve tenere insieme esigenze diverse: tutela ambientale, sicurezza della risorsa, distribuzione su larga scala.
Perché la Pollentina è un luogo da vedere (e come farlo!)
La sorgente Pollentina è visitabile, esclusivamente su prenotazione, in determinati giorni e solo ad orari prestabiliti. Per prenotare una visita al sito, è necessario prenotarsi qui.
Personalmente vi consiglio la visita (gratuita): non un’esperienza wow! nel senso classico, ma una forma di spettacolarità diversa, tecnica e naturale insieme. Il movimento continuo dell’acqua nella vasca, la consapevolezza della quantità reale che emerge, il collegamento invisibile con l’intero massiccio dei Picentini sono elementi che trasformano la visita in qualcosa di più di una semplice sosta.
È uno di quei luoghi in cui si capisce che l’Irpinia non è solo attraversata dall’acqua. Ma più precisamente che l’Irpinia è costruita sull’acqua.





