I dolci di Natale in Irpinia

Carmine Cicinelli

Carmine Cicinelli

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Un territorio esteso e qualche contaminazione rendono il patrimonio dolciario irpino per le feste di Natale un universo vasto e molto variegato. Ecco a voi tutti i dolci irpini tipici del Natale

Come ogni territorio che si rispetti, anche l’Irpinia propone una sua tradizione dolciaria per le feste. A differenza delle altre pietanze, i dolci di Natale irpini sono fortemente condizionati da una forte contaminazione da parte dei territori circostanti. E questo non solo perché le distanze tra le varie terre d’Irpinia arrivano a diventare impegnative (Montoro è distante da Montaguto ben 90 km., mentre dall’estremo oriente di Monteverde al profondo west di Marzano di Nola i chilometri sono addirittura 130), ma anche perché la provincia di Avellino è compresa tra due importanti realtà come Napoli e Foggia.

Venendo alla tradizione, ad Est la fanno da padrone le cartellate, diffusissime in Alta Irpinia. Si tratta di deliziosi cestini fritti (che nel sapore ricordano le chiacchiere), con una sfoglia sottilissima e croccante, abbondantemente condite con miele e frutta secca (specialmente pinoli) e con vino cotto. La valenza di questo piatto è anche simbolica: i più romantici infatti conferiscono alla forma delle cartellate le sembianze delle fasce da cui nacque il bambinello. Si mangiano in buona parte di quell’Irpinia che Va verso il foggiano (da Ariano Irpino a Bisaccia, passando per Aquilonia e Lacedonia, ma anche a Calitri e Vallata).

cartellate
Le cartellate

Della stessa area sono i cauzunciedd, panzerotti fritti ripieni di castagne e cioccolata, farciti con miele e/o zucchero a velo, ma soprattutto con l’immancabile vino cotto. La ricetta originale prevede l’utilizzo di farina di ceci per l’impasto, uno dei must gastroculturali del triangolo Vallata – Lacedonia – Sant’Andrea di Conza, comprendendo pure Calitri, Bisaccia e con qualche variazione nella preparazione è una presenza importante nella zona dei Picentini (vista la qualità della castagna di Montella IGP): li troviamo infatti a Nusco, Volturara Irpina, Montella, Bagnoli Irpino e Cassano Irpino, fino a Calabritto.

cauzunciedd
I cauzunciedd

Calitri si conferma una delle capitali irpine dei dolci natalizi, annoverando tra le preparazioni tipiche (ed in questo caso esclusive) le scarpegghie, frittelle di pasta lievitata anche in questo caso condite con miele e zucchero. Così come le crespelle sono tipiche di Scampitella, i susamielli caratterizzano i deschi natalizi di Vallesaccarda e di altri paesi della Baronia di Vico. Questi ultimi sono biscotti di semola con vin cotto e noci. Per quanto i susamielli siano una ricetta la cui origine è contesa tra Bari e Napoli, occorre sottolineare come in Irpinia trovino una giusta caratterizzazione grazie all’utilizzo di vino cotto, noci e miele.

A proposito di biscotti, tra i dolci di Natale in Irpinia è impossibile non menzionare i tre moschiettieri di ogni tavola natalizia che si rispetti: i mustaccioli, i roccocò e i raffaiuoli. I primi sono i più famosi: biscotti a forma di rombo rivestiti di glassa al cioccolato con all’interno una morbida pasta che sa di miele (ne esistono anche versioni ripiene, molto golose, ma di invenzione decisamente più recente). I roccocò sono invece ciambelle schiacciate, non ricoperte ma leggermente spennellate in superficie, con evidenti scorze candite che li caratterizzano all’interno e anche in superficie. Gli originali sono piuttosto duri, buoni per l’inzuppo o per essere intinti, ma quelli maggiormente graditi sono i roccocò nella versione morbida, che risultano anche più regolari nella forma.

Mentre mustaccioli e roccocò si trovano un po’ dovunque in Irpinia, meno diffuso è l’utilizzo dei raffaiuoli, una versione del raffiolo napoletano che è molto diffusa nel tricolle. Più tondeggiante e schiacciato del cugino partenopeo, il raffaiuolo irpino è ricoperto con zucchero a velo, albume e confettura di albicocca spalmata e si caratterizza per il colore biancastro. Tutti e tre i biscotti si possono fare in casa, ma ormai sono prodotti da molti forni e altrettante pasticcerie un po’ in tutta la provincia.

Ancora di derivazione napoletana, gli strufoli, in Irpinia rigorosamente con una sola “F”, sono ormai un must di ogni Natale in molti paesi della provincia di Avellino: da Bonito a Taurano, da Calabritto a Casalbore (tranne che ad Ariano Irpino, dove sono simbolo del carnevale!) è impossibile trascorrere le feste natalizie senza spiluccare da questa piramide di palline di pasta fritte, ricoperta da diavolilli, canditi, pezzetti di zucchero e un’infinità di miele.

strufoli
Strufoli

E’ del tutto nordica invece l’abitudine che abbiamo preso di mangiare il panettone, un dolce tipico meneghino che i supermercati ci propinano in continuazione e che giocoforza entrano nelle nostre case come simbolo di un Natale globalizzato. Tuttavia abbiamo imparato, a suon di premi e riconoscimenti, che in Irpinia si producono panettoni autoctoni di altissimo livello (a tal proposito leggi qui).

Infine quello che per tradizione, tipicità e diffusione rappresenta il più tipico dei dolci di Natale in Irpinia, ossia il cupeto (il torrone), che insieme agli strufoli vengono consumati davvero ad ogni latitudine d’Irpinia. Ma questa è un’altra storia, talmente lunga ed interessante da meritare un capitolo a parte.