Nel cuore dell’Alta Irpinia, incastonato nel borgo medioevale di Monteverde e ospitato nelle sale del Castello baronale, il Museo della Donna e del Grano offre un racconto sobrio e profondo della civiltà contadina. Inaugurato nell’Aprile del 2018, il percorso espositivo mette al centro l’ancestrale rapporto tra la terra e chi la lavora, con particolare attenzione alla figura femminile: un percorso in cui il grano diventa filo conduttore per raccontare pratiche, riti, strumenti e saperi tramandati di generazione in generazione.
Il museo M.I.Gra. (nome completo: Museo Interattivo del Grano e della Donna nella civiltà contadina) è un luogo di memoria attiva che restituisce la matrice rurale dell’Irpinia: la sua economia, i ritmi stagionali, le feste e la cura del quotidiano.
La figura della donna contadina emerge non come icona celebrativa, ma come parte viva della storia collettiva — custode di conoscenze e di gesti che hanno plasmato il paesaggio umano e agricolo del territorio. Il concept del museo è fondato sul parallelismo tra i 9 mesi gestazione della donna e i 9 mesi del ciclo del grano. Un modus originale con cui un argomento legato alla tradizione antica viene affidato alle tecnologie moderne, attraverso postazioni multimediali, proiezioni immersive, installazioni.

Un racconto affidato a personaggi virtuali come Ndunetta, la contadina protagonista del video nella Sala del Territorio, che raccontando la storia degli antichi monteverdesi, introduce di fatto il visitatore nell’atmosfera del museo MiGra. Il valore del museo è duplice: da un lato custodisce le testimonianze materiali del lavoro dei campi — falci, setacci, macine, aratri —, dall’altro restituisce il senso di comunità che nasceva attorno al ciclo del grano. Racconta come ogni gesto, dalla semina al raccolto, avesse un ritmo collettivo e un significato simbolico. In questo, il museo diventa anche un invito a riscoprire il legame tra cibo, territorio e cultura.

Monteverde è uno dei tasselli di una rete più ampia di musei che in Irpinia raccontano la ruralità da diverse prospettive (per un approfondimento clicca qui). Accanto a esso si trovano realtà museali che custodiscono la memoria del lavoro nei campi, dell’artigianato e delle comunità montane, contribuendo insieme a costruire una narrazione corale della provincia: un mosaico di storie semplici ma essenziali, che ancora oggi definiscono l’identità del territorio.
A livello internazionale, il Museo di Monteverde dialoga idealmente con altre istituzioni dedicate alla vita rurale e al mondo agricolo. In tutta Europa, musei analoghi celebrano le culture contadine attraverso oggetti, ricostruzioni e laboratori didattici, confermando quanto la memoria agricola sia un elemento condiviso, capace di unire popoli e generazioni.
Monteverde si inserisce in questo orizzonte con discrezione e autenticità, offrendo un punto di vista locale, ma aperto al mondo (soprattutto per la propensione turistica del paese, favorita dal legame coi Principi Grimaldi di Monaco, dall’ingresso del comune nel circuito dei Borghi più belli d’Italia e dal riconoscimento nel 2019 come “Borgo più accessibile d’Europa”).

Infine, il M.I.Gra. non si limita alla conservazione: promuove laboratori, incontri e percorsi educativi che rendono la memoria contadina una risorsa viva. La cura degli oggetti, la raccolta delle testimonianze orali e la trasmissione delle competenze antiche diventano azioni di comunità, gesti contemporanei che rinnovano il rapporto con la terra. Monteverde, piccolo borgo di confine, si fa in questo modo simbolo di una cultura che non scompare, ma evolve: un luogo dove il passato si intreccia con il presente, e dove la memoria si coltiva come un campo di grano.
Il museo della Donna e del Grano si trova in una sezione del magnifico Castello di Monteverde e offre un percorso accessibile, suggestivo e adatto a ogni età. Rivolgendosi al Comune o all’attivissima Pro Loco, la visita, magari da abbinare ad una passeggiata nel borgo, consentirà ad ogni visitatore di vivere pienamente l’atmosfera del territorio e il suo rapporto millenario con la terra.






